Umidificatore per Termosifone – Come Scegliere il Migliore

Umidificatore per Termosifone – Come Scegliere il Migliore

In questa guida spieghiamo come scegliere il migliore umidificatore per termosifone.

Appena arriva il freddo si accendono i riscaldamenti. Ormai ci sono vari sistemi per scaldare gli ambienti, ma il vecchio elemento radiante, collegato ad una caldaia, rimane il preferito. Termosifoni in ghisa, in alluminio, in acciaio, ma pur sempre strutture metalliche che diventano roventi e che, oltre a riscaldare, asciugano l’aria. Per di più le nuove finestre a taglio termico limitano al massimo l’ingresso in casa dell’aria esterna.

Eppure lasciarle aperte ogni tanto può solo migliorare la percentuale di umidità domestica. Quindi d’inverno, per non sentirsi bruciare la gola, bisogna correre ai ripari e restituire all’aria di casa il giusto grado di umidità, che non deve scendere sotto il 40 o 45%. Per ottenerlo una delle soluzioni più comuni è quella di applicare degli umidificatori ai termosifoni.

Vediamo cosa sono e come scegliere gli umidificatori per termosifone.

Nelle baite di montagna, sopra le stufe a legna e sui camini, succede ancora di vedere un pentolino di alluminio o di rame pieno d’acqua. Il calore della stufa fa evaporare l’acqua e il vapore si mischia all’aria circostante umidificandola. Il principio dell’umidificatore per termosifone è identico. La differenza sta nella forma, nei materiali, nella maniera di applicarlo all’elemento radiante e nella sua capienza. Vediamo cosa offre il mercato.

La prima condizione per scegliere un umidificatore per termosifone dipende dalla temperatura alla quale tieni il riscaldamento in casa. In molti edifici, ormai per legge, sono stati montati i regolatori di temperatura, e quindi puoi vedere, stanza per stanza, quanto scalda il tuo termosifone e regolarti di conseguenza. Più è caldo il termosifone, più aria brucia, più capiente deve essere la vaschetta.

La seconda condizione è data dalla grandezza dell’ambiente e dal numero di termosifoni presenti. Se l’ambiente è molto grande, e c’è un solo termosifone, devi umidificare velocemente, quindi o metti una vaschetta che copra tutta la larghezza del termosifone o ne metti più di una. Succede, in questi casi, che il termosifone sia sottodimensionato, e che si tenda ad alzare al massimo la temperatura per compensare il freddo nel resto della stanza.

La terza condizione dipende dal tipo di ambiente. Ci sono ambienti, come la cucina e il bagno, dove i vapori delle pentole e della doccia calda aiutano ad umidificare l’aria. In altri invece, come la camera da letto, spesso ridotta come volume allo spazio indispensabile per riposare, l’aria secca più facilmente, soprattutto la notte. Nei saloni invece e nei soggiorni, più grandi e aerati, le finestre si aprono più spesso, il ricambio è maggiore e l’aria è più umida.

La quarta condizione è estetica. Può sembrarti banale ma, quando attraversi un ambiente, una nota stonata, un oggetto che non si amalgama all’insieme o un particolare fuori posto, agiscono a livello inconscio dandoti un senso di disordine e influiscono sul tuo umore. Soprattutto se il disordine viene percepito in una delle stanze di casa. Non te ne accorgi subito, magari non te ne accorgi affatto, ma il senso di disagio ti accompagna per tutto il giorno.

La quinta condizione è l’igiene. Gli umidificatori sono soggetti a sporcarsi molto più del resto degli oggetti di casa e vanno lavati spesso. Le tracce di sporco sul fondo o negli interstizi sono tra le prime cause di malessere. L’acqua che evapora, infatti, porta con sé una parte della sporcizia e può causare infezioni respiratorie, soprattutto ai più deboli, come anziani e bambini. Quindi è buona norma lavarli spesso e sterilizzarli ogni tanto mettendoli in lavastoviglie.

La sesta condizione è l’aroma. Gli umidificatori vaporizzano l’aria con una diffusione naturale. Non c’è migliore occasione dunque per approfittarne e migliorare anche il profumo degli ambienti. A volte basta mettere dentro l’acqua degli aromi naturali, ma la resa è migliore se la vaschetta per i profumi e le essenze è separata. Generalmente il diffusore è dentro la vaschetta, sospeso sopra il livello dell’acqua. Il vapore dell’acqua calda lo attraversa e aromatizza l’ambiente.

La settima condizione è il materiale. Le vaschette infatti per poter vaporizzare l’acqua devono scaldarsi velocemente e non rompersi alle alte temperature. Quindi è indispensabile che siano fatte con un materiale che risulti un buon conduttore di calore e che resista al caldo. Uno dei materiali migliori è la ceramica, anche se la terracotta è altrettanto buona. Un altro buon elemento è l’alluminio, ma non è esteticamente gradevole. Anche la plastica dura può essere usata, mentre il polistirolo è troppo isolante e si sporca facilmente.

Se il termosifone a cui applicare un umidificatore è grande, e molto caldo, prendi una vasca lunga da poggiare sopra, oppure decoralo con tante vaschette diverse. Se ti serve per la camera da letto prendine uno capiente e facilmente pulibile sotto l’acqua. In bagno e in cucina ne basta uno piccolino, magari intonato al colore delle piastrelle. Nel salone mettine un paio in ceramica in design d’arredo, con il diffusore per le essenze. Nei corridoi e nelle zone di passaggio vanno bene quelli in plastica dura, economici e facilmente sostituibili. Nello studio, o per l’ambiente di lavoro, prendine un paio in terracotta smaltata verniciate al forno. Per la cameretta dei bambini scegline uno o due a forma di animaletti sorridenti, che facciano loro compagnia.

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